Il Commodore PC 10 rappresenta un momento di svolta ironico nella storia dell'informatica: la mossa con cui Commodore, l'azienda che aveva dominato il mercato con architetture proprietarie e creative (come il C64 e l'Amiga), si arrese all'evidenza che il futuro del settore business apparteneva allo standard IBM PC Compatibile.
Lanciato nel 1984/1985, il PC 10 faceva parte della prima ondata di "PC" prodotti da Commodore dopo l'acquisizione di una piccola azienda canadese (la Dynalogic).
La Genesi: Se non puoi batterli, copiali
Mentre l'Amiga 1000 stupiva il mondo con grafica e suono rivoluzionari, il management di Commodore capì che le aziende volevano solo una cosa: far girare Lotus 1-2-3 e WordStar.
Il PC 10 fu progettato per essere un "mulo" da ufficio: solido, compatibile al 100% e più economico dell'originale IBM PC. In Europa ebbe un successo straordinario, diventando uno dei cloni più diffusi nelle piccole imprese e nelle scuole.
Architettura Hardware
Tecnicamente, il PC 10 era un classico computer di "Classe XT".
- CPU: Intel 8088 @ 4.77 MHz Lo stesso processore dell'IBM PC originale.
- RAM: 256 KB (base) - 640 KB (max) Espandibile sulla scheda madre.
- Grafica: ATI Graphics Solution Una scheda video "combo" che supportava MDA e CGA.
- Storage: 2 Drive Floppy da 5.25" La versione PC 20 era identica, ma con un Hard Disk da 10/20 MB.
- OS: MS-DOS 2.11/3.2 Spesso venduto con il GW-BASIC di Microsoft.
Il "Tocco" Commodore
A differenza degli IBM originali, che erano molto spartani, Commodore integrò diverse funzioni direttamente sulla scheda madre o nel pacchetto di vendita:
- Uscita Video Composita: Potevi collegarlo a un monitor economico o persino a una TV (anche se la leggibilità del testo era pessima).
- Porte Integrate: Spesso includeva porte seriali e parallele senza bisogno di schede di espansione aggiuntive, risparmiando slot preziosi.
Design e Costruzione
Il PC 10 era costruito come un carro armato. Il case era interamente in metallo pesante, con una verniciatura beige tipica dell'epoca.
- Tastiera: Una robusta tastiera a 84 tasti (layout XT) con un feeling tattile molto apprezzato.
- Espandibilità: All'interno c'erano 5 slot ISA a 8 bit, che permettevano di aggiungere schede di memoria, controller per hard disk o schede audio (come le prime AdLib).
Curiosità Storiche
- L'Identità Segreta: Nonostante il logo Commodore, all'interno non c'era nulla della tecnologia dei suoi "fratelli" C64 o Amiga. Erano mondi separati che non potevano comunicare tra loro.
- Il successo in Italia: Insieme ai modelli di Olivetti (come l'M24), il Commodore PC 10 fu fondamentale per la digitalizzazione degli uffici italiani negli anni '80, grazie a un prezzo molto più aggressivo rispetto a IBM.
- L'eredità: Il PC 10 diede il via a una lunga serie (PC 20, 30, 40, fino ai modelli 286 e 386), che continuò fino al fallimento dell'azienda nel 1994.
Un confronto rapido
Mentre un utente Amiga nel 1985 giocava a Shadow of the Beast con 4096 colori e suono stereo, l'utente del Commodore PC 10 fissava uno schermo a fosfori verdi scrivendo righe di comando in DOS. Era il trionfo della produttività sulla fantasia.
